Costiera di Calafuria – Intervista a Isabella Buttino

Abbiamo incontrato la dottoressa Isabella Buttino, biologa marina dell’ISPRA e presidente dell’Associazione Costiera di Calafuria, per rivolgerle qualche domanda sulle loro interessanti attività.costiera di calafuria associazione CliccaLivorno

Quando è nata e di cosa si occupa la vostra associazione?

L’associazione “Costiera di Calafuria” è nata alla fine del 2011 per volontà di diversi appassionati del mare: subacquei, bagnanti, ambientalisti o semplici fruitori della costa. L’associazione ha preso questo nome per due motivi. Intanto per sottolineare l’affetto e la dedizione che abbiamo per la nostra splendida costa naturale, e poi per annoverarla tra le costiere tradizionali. Si parla spesso di Costiera Amalfitana o di Costa Azzurra, ma anche la nostra Calafuria è molto ricca, anche se purtroppo ancora poco conosciuta.

Quali sono le caratteristiche di Calafuria? Cosa la rende così speciale? Quali sono i problemi che dovete affrontare?

Nella zona costiera di Calafuria c’è una popolazione di corallo rosso già a 18 metri di profondità (che è una profondità irrisoria rispetto al solito) e ci possono arrivare anche i subacquei poco esperti. In altre zone il corallo si trova dai 30 metri in giù. Ha bisogno di un ambiente particolare per poter crescere: basse temperature e poca luce. Questo popolamento è studiato da molto tempo dalla Università di Pisa ed è ben conosciuto dalla comunità scientifica locale. Tra l’altro la nicchia di questo corallo rosso è separata da quella di Portofino, quindi ancora più particolare e unica.

costiera di calafuria corallo rosso CliccaLivorno

Purtroppo però, dal punto di vista divulgativo i cittadini della costa e gli stessi livornesi non conoscono molto bene la situazione. Il nostro obiettivo è quello di mostrare cosa abbiamo sott’acqua a due passi da casa. Non è presente solo il corallo rosso, ma ci sono tante altre magnifiche cose da scoprire come le grotte sommerse e il fondale coralligeno, che è una componente di organismi che forma una sorta di barriera corallina mediterranea sviluppata lungo i fondali. Per prima cosa abbiamo voluto iniziare a sensibilizzare i cittadini perché, neanche a farlo a posta, poco dopo che ci siamo costituiti c’è stato un assalto da parte di corallari sardi per conquistare i nostri rami di corallo. A causa delle piccole dimensioni questo tipo di corallo non è economicamente rilevante, ma di recente si è presa l’abitudine di “impastarlo” con altre sostanze per creare bigiotteria scadente, quindi i pescatori si accontentato di tutto quello che trovano.

Come mai nessuno ha impedito loro di farlo?

Incredibilmente c’era un vuoto legislativo per il quale è stato possibile compiere impunemente un’azione del genere. A quel punto noi, in virtù di associazione, abbiamo allertato la regione toscana che devo dire è stata rapida nell’intervenire e nel 2012 ha emanato una norma restrittiva sulla pesca del corallo. Quindi ora Sardegna e Toscana sono le uniche due regioni che hanno una normativa in merito alla pesca del corallo, e questo è già un bel risultato!

Altre difficoltà?

costiera di calafuria reti da pesca CliccalivornoC’è tutto un problema di reti sommerse. Nel 2015 c’è stato persino un intervento della capitaneria di porto per rimuovere questi avanzi di rete che vengono rotti dagli scogli e che continuano a “pescare” creando un danno ingiustificabile. Oltretutto la rete è anche difficile da rimuovere perché è molto pericolosa sia per i subacquei che per i pescatori. Oltre a essere una minaccia costante per i pesci, cercando di rimuoverla c’è il rischio di strappare via la vegetazione coralligena che è attaccata alle rocce e gli altri organismi vegetali che crescono sopra. Al momento non sappiamo ancora bene come comportarci, stiamo cercando di trovare una soluzione.

Quali sono le vostre iniziative per il futuro?

Come dicevo prima, l’obiettivo è quelle di sensibilizzare e di portare la situazione attuale a conoscenza dei cittadini.
Facciamo degli incontri negli stabilimenti balneari da tre o quattro anni ormai — Rogiolo, Paolieri, Rex… ecc.— e solitamente mostriamo il patrimonio sommerso sott’acqua tramite foto e video. La maggior parte dei bagnanti non sapeva che ci fosse questa meraviglia di corallo rosso, quindi prima di tutto è indispensabile l’attività divulgativa.

costiera di calafuria tramonto CliccaLivorno

Partendo da questa premessa, noi vorremmo creare un’area di tutela, e non un’area di tutela come si intende in genere, ovvero un’area marina protetta dove l’accesso è ristretto (ad esempio La Meloria), ma qualcosa di diverso. Vorremmo che si aprisse un dibattito per far diventare Calafuria un Sito di Interesse Comunitario (SIC) per via delle sua enorme biodiversità. In genere lo status di SIC viene attribuito alle lagune, non alle coste, ma la costiera di Calafuria merita sicuramente la qualifica e lo status di SIC per tutte le ragioni che sto spiegando proprio ora.

Sotto impulso dalla stessa regione Toscana, abbiamo deciso di mandare una lettera in cui proponiamo noi stessi la formazione sia del SIC (che viene definito dal ministero dell’ambiente e proposto alla comunità europea) sia di una un’area di tutela biologica che fa capo al ministero delle politiche agricole. Il secondo punto è importante perché quel tipo di tutela si rivolge a le aree naturali e ambientali che possono offrire un potenziale economico e di sviluppo per il paese. Vi faccio un esempio. Potremmo formare una nursery di grandi crostacei, dato che ci è capitato di recente di trovare le magnose (in gergo “battibatti”). Sono dei crostacei molto grandi e buoni da mangiare, nonché organismi protetti.

Creando una zona di nursery a Calafuria, prima di tutto si permetterebbe lo sfruttamento culinario legale delle magnose, e inoltre si favorirebbe l’aumento della fauna marina nei dintorni. Questo andrebbe anche a vantaggio dei pescatori, perché se manteniamo una nursey riservata ci sarebbe un aumento dei pesci senza più la pesca di frodo.

Avete altre proposte da fare?

C’è un’altra idea molto bella che mi piace mostrare durante i nostri incontri. In pochi lo sanno, ma la Torre di Calafuria — che è il nostro simbolo — verrà messa al bando perché il demanio la vuole cedere per attività di ordine culturale. Quindi, io dico, perché non fare della Torre di Calafuria un sito di biodiversità marino? Sarebbe anche un richiamo turistico, e potremmo creare una località dal notevole potenziale attrattivo. Potremmo mettere un paio di cannocchiali per l’osservazione marina dalla terraferma, dato che siamo in una zona ricca di cetacei e dentro l’area Pelagus. L’idea che si possa osservare al di la dell’orizzonte dalla costa e di stabilire che la torre sia la sede dell’area di biodiversità ambientale di Livorno mi piace davvero tanto.
Noi abbiamo compiuto il primo passo scrivendo alla regione, ora la palla però passa alle amministrazioni locali che dovranno fare uno sforzo per la realizzazione di questo progetto.

A parte essere Presidente dell’Associazione Costiera di Calafuria, di cosa ti occupi nella vita?

ispra logo CliccaLivorno

Sono biologa marina ricercatrice ISPRA (Istituto Superiore Protezione e Ricerca Ambientale) che ha una sede a Livorno. Qui noi ci occupiamo di ecotossicologia marina. Nella fattispecie di valutazione della qualità dei sedimenti marini ai fini della pesca e dei problemi riscontrati con la darsena livornese. Prima di tutto io parlo come presidente dell’associazione, ma è ovvio che spesso le due attività si intreccino. Se un domani dovesse nascere un SIC mi farebbe piacere studiarlo dal punto di vista scientifico come biologa marina.

Collaborate con altre associazioni?

Occhi Sulle Colline Livorno CliccaLivornoSiamo in rete e abbiamo iniziato a collaborare anche con Occhi sulle Colline (progetto nato dal WWF di Livorno) e con la Pro Loco della città. “Occhi sulle colline” ci ha proposto di creare anche un SIC prettamente terrestre, perché anche le wwf livorno logo CliccaLivornocolline soprastanti Calafuria sono un’area naturalistica molto ricca e interessante. Potremmo unirciper costituire un vasto SIC comprendente le colline di Calafuria e

Logo Proloco Livorno CliccaLivorno

 ovviamente tutta l’area marina… una specie di grande area protetta lungo tutta la costa! Lavorando insieme si possono fare un sacco di cose, e noi vogliamo dare il buon esempio.

Ringraziamo Isabella Buttino per il tempo concesso e auguriamo il meglio all’Associazione Costiera di Calafuria!

 

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