Carlo Cavallini batterista figlio d’arte

Da quaranta anni sulla scena musicale e si diverte ancora come un bambino, questa è l’essenza della sua passione.

Carlo Cavallini nasce a Livorno, amatissima città che mai abbandonerà, nel 1956 dove svolge l’attività di musicista e didatta. E’ indubbiamente uno dei più esperti ed apprezzati musicisti della nostra città per la sua intensa attività concertistica fitta e variegata.
Inizia a suonare la batteria da adolescente ma l’attrazione per la musica è già vivissima sin da bambino.

Carlo Cavallini e Gli anni ’70

Il suo percorso artistico inizia negli anni ’70. Il mitico decennio di trasgressione, libertà e lotte politiche. Dove esplode la grande competizione anche nella musica e Carlo ne esce sicuramente tra i vincitori. Grazie alla sua sensibilità e alla sua enorme cultura musicale.
Il fermento esplode anche all’ombra dei quattro mori. Carlo ricorda, di quegli anni, la grande voglia di esserci e di partecipare da parte dei giovani musicisti e non. Chi aveva il privilegio di conoscere un linguaggio creativo, come ad esempio quello musicale, raccontava il fermento e le angosce che i giovani vivevano.
Esserci e partecipare negli anni ’70 invece che inseguire il minuto di popolarità come accade oggi.
La novità, ovvero l’opportunità di stupire gli ascoltatori, è per Carlo, il segreto di quel mitico decennio che sarà visto per le generazioni future come irripetibile e magico.

I musicisti, degli anni ’70, avevano un tasso tecnico sicuramente inferiore rispetto ad oggi ma, mi fa notare Carlo, è tutto inutile perché adesso il pubblico presta poca attenzione alla musica e allo spettacolo che gli artisti offrono, forse a causa della enorme quantità di contenuti, anche musicali, del quale ciascuno di noi può fruire quotidianamente, aggiungo io.

Carlo Cavallini

Cavallini Giuseppe, padre e pittore

Elvin Jones, Art Blakey e Tony Williams sono le principali fonti di ispirazione per Carlo batterista il quale ne assorbe il groove e la raffinatezza del suono ma artisticamente le sue maggiori influenze arrivano sicuramente dal padre Giuseppe Cavallini, pittore di fama internazionale, innamorato dell’arte e della sua famiglia.
Onestà e purezza d’animo sono tematiche che Giuseppe esprimeva con la sua pittura. Carlo ne ha fatto dei pilastri per la sua vita.

L’energia

Le produzioni musicali di Carlo sono innumerevoli e di qualità. Il filo conduttore di tutta la sua carriera è il divertimento così come accade nella migliore tradizione jazz. Carlo cerca il feeling, l’improvvisazione e l’interazione umana il tutto divertendosi con gli altri musicisti così che il risultato possa essere sicuramente piacevole anche per gli ascoltatori.
Fù storica la drum battle tra Cavallini e Tullio De Piscopo e il concerto con Kenny Wheeler al mitico Millibar di Pisa. Entrambe senza mai provare, questo per affermare ancora la poetica di Carlo.

Divertirsi, questo è indubbiamente il segreto di Carlo Cavallini che riesce ad avere grande esperienza. Tantissima qualità tecnica e sopratutto entusiasmo da vendere.
Chapeau Carlo!

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