I Consigli della Jam Letteraria: La guerra e le false notizie

Un nuovo appuntamento con i consigli della Jam Letteraria. In collaborazione con CliccaLivorno.it

La guerra e le false notizie – ricordi (1914-1915) e riflessioni (1921) – Marc Bloch

Recensione di Simone Coresi

guerra cliccalivornoMarch Bloch da una fotografia sulla prima guerra mondiale; da francese, ci racconta, la società di cui è composto il fronte. Non mancano riflessioni e pensieri profondi.

«Utilizzerò il tempo libero per fissare i miei ricordi prima che il tempo ne cancelli i colori, oggi molto freschi e vivi. Non riporterò tutto. Bisogna concedere all’oblio ciò che gli spetta. Ma non voglio abbandonare ai capricci della mia memoria i cinque mesi straordinari che ho appena vissuto».

In moltissimi momenti riesce a descriverti il luogo dando il colore come gli ottimi scrittori riescono a fare:
«Passammo la notte in un bosco. […]
Il riparo delle foglie toglie all’aria aperta ciò che essa può avere di troppo pungente e il loro odore appena percettibile profuma leggermente le brezze fresche che vengono ad accarezzare il viso di chi dorme.»

Anch’io devo tagliare, sono presenti dei momenti crudi di addio, ad amici di trincea:
«Coraggio, vecchio mio. Vedrai che non è niente. Non bisogna aver paura. […]
lo guardai; vidi il suo volto e tacqui.»
Altri episodi, alcuni quasi ironici; aveva piazzato dei campanelli, per servirsene come allarme, ma il vento soffiava forte, questi ondeggiavano spesso, quindi correva a vedere se era passato qualcuno, mai nessuno passò.

In alcuni momenti di attesa, il non sapere può essere atroce in chi lo vive:

«Cosa accadeva?
Non ne sapevo nulla. Soffrivo atrocemente di questa ignoranza.
All’incertezza preferisco le cattive notizie, e niente mi irrita quanto la sensazione che mi si nasconda la verità».

Viene promosso di grado, lascia la prima linea di trincea diventando ufficiale; più rilassato si concede qualche lettura e scrittura, oltre ai compiti di soldato.

Questo pezzo successivo viene dalle Riflessioni (1921), quindi a guerra finita, ma ancora fresca e viva nella mente. Dedica molte pagine alle false notizie e alla loro diffusione, questo è un paragrafo molto interessante e attuale:

«Talvolta può accadere che un giornalista riproduca, del tutto innocentemente, una voce diffusasi nel paese o in un determinato gruppo sociale; sarebbe molto ingenuo negare ai giornalisti ogni ingenuità. Ma il più delle volte la falsa notizia di stampa è semplicemente un oggetto fabbricato; è abilmente forgiata per uno scopo preciso – per agire sull’opinione pubblica, per obbedire a una parola d’ordine – o semplicemente per infiorettare l’esposizione, conformemente a quei curiosi precetti letterari che si impongono con tanta forza ai più modesti pubblicisti e in cui si conservano tanti ricordi delle vecchie retoriche;»

Il libro è stato ristampato da alcune case editrici, ed è ancora disponibile.

 

Consiglio La guerra e le false notizie a: chi cerca di conoscere: i fatti, i sentimenti riguardanti “La Grande Guerra”; in poco più di 100 pagine ci si arricchisce di un tassello della storia del novecento. Con la seconda parte “riflessioni” uno studio sociologico/psicologico riguardo alle guerre e alla comunicazione o meglio definita Propaganda.

 

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