I consigli della Jam Letteraria, decima puntata: Dracula e Dalle Rovine

Siamo giunti alla decima puntata delle recensioni della Jam Letteraria, dopo alcuni mesi di pausa. Oggi i nostri Lorenzo e Veronica vi presenteranno due libri ad alta tensione: il celeberrimo Dracula e Dalle rovine.

Dracula – Bram Stoker

Recensione di Veronica Riccomini

dracula cliccalivornoRieccomi qua a proporre un altro classicone della letteratura. Stavolta tocca una delle pietre miliari dell’horror gotico ottocentesco, Dracula. Partorita nel 1896 dalla penna di Bram Stoker, l’opera è stata oggetto di riscoperta e reinterpretazione da parte di studenti e professori di letteratura e di registi teatrali e cinematografici, affascinati dai molti temi della vicenda che vanno ben oltre la banale e perenne lotta tra Bene e Male.

La storia del vampiro della Transilvania che vuole contagiare la civiltà occidentale col suo morbo e che verrà ostacolato, e infine distrutto, da un manipolo di persone comuni capitanato dal professor Abraham Van Helsing, la conosciamo praticamente tutti.

Innanzitutto, il fatto che la maggior parte del romanzo sia ambientata a Londra, nel cuore della sopracitata civiltà occidentale. In secondo luogo, lo stile particolare e misto (quello dell’editore anonimo, popolare nella letteratura vittoriana). Pagine di diario, ritagli di giornale, lettere personali: le “tessere del mosaico” che si vanno a formare sono del tutto soggettive, a partire dal punto di vista di Jonathan e Mina Harker, del dottor Seward, e di Van Helsing stesso, tutti unanimemente coalizzati contro Dracula. Non solo, si tratta di personaggi poco caratterizzati ma soprattutto poco coscienti delle loro effettive personalità.

Ad un’attenta lettura del romanzo, ci si può rendere conto dell’incoerenza tra la nobiltà degli intenti dichiarati e l’illegittimità e la violenza delle azioni perpetrate non solo su Dracula, ma anche sulle donne del gruppo, Mina e Lucy, colpevoli di aver ceduto al fascino sensuale del Conte e di essere diventate parte della progenie demoniaca.

Gli impulsi sessuali sono il fulcro della questione. Dracula, non toccato dalla società civile, li esprime liberamente e selvaggiamente, forte della sua individualità che irretisce soprattutto il sesso femminile. Al contrario, i protagonisti avvertono questi istinti, ed il suo portatore, come una minaccia, e la combattono in maniera altrettanto bestiale perché inconsciamente bisognosi di sfogare i loro impulsi repressi, gli stessi del vampiro.

Consiglio Dracula a: chi ama l’horror e a chi crede che il passato abbia sempre qualcosa da insegnare, soprattutto se propone un tema attuale anche ai giorni nostri.

Citazione: Qui io sono un nobile, un boyar; la gente del popolo mi conosce, io sono il signore. Ma uno straniero in terra straniera non lo è affatto; la gente non lo conosce, e non conoscere equivale a non rispettare.

 


Dalle Rovine – Luciano Funetta

Recensione di Lorenzo Bianchi

dracula cliccalivorno

Rivera è un solitario che vive nella spettrale città di Fortezza. Ha rinunciato da tempo alla sfera familiare, ai suoi amici, ai suoi interessi. C’è solo una cosa in grado di scaldare il cuore di Rivera: la sua ricca collezione di serpenti. Un giorno, mentre consuma un rapporto carnale con le sue amate creature, decide di filmarsi. Il giorno successivo consegna il video al gestore di un cinema porno. Ne rimane molto colpito e decide di proiettarlo come anteprima agli spettacoli della sala. Il video è così scioccante che diventa subito oggetto di culto tra i più macabri fruitori del porno. Riceve così tanta eco che persino il re del porno europeo, l’anziano Klaus Traum, lo nota, e decide di far diventare Rivera e suoi serpenti delle star del cinema a luci rosse.

Rivera si lancia in questo mondo sospeso tra carnalità e finzione, incontrando oscuri personaggi che paiono fantasmi di un passato insepolto. Tornati alla luce per portare a termine trame irrisolte e conflitti mai del tutto chiusi. Tra Fortezza e Barcellona, Rivera e i suoi serpenti attraversano le rovine del mondo, in senso letterale e metafisico. Le impalcature del mondo parallelo crollano e si sgretolano, diventando rovine, mentre i narratori che viaggiano – vivono – assieme a Rivera cantano la vita degli ultimi. Dalle Rovine è narrato da Creature invisibili, fantasmi scheletrici residuati da una civiltà che ormai non vi è più. Fantasmi che timidamente cerca di allungare lo sguardo curioso sulle macerie di un mondo distrutto.

Luciano Funetta, giovanissimo all’esordio e finalista del premio Strega, usa uno stile asciutto, sobrio, misurato. Ha piena coscienza di cosa maneggia e lo fa senza virtuosismi inutili, senza divagazioni, senza voli pindarici. Perché nelle rovine di questo mondo – come del resto ci insegna Borges in Finzioni – il simbolismo spettrale è al nostro servizio per comprendere meglio la realtà di ciò che è andato perduto. I personaggi di Dalle Rovine con le loro voci che sgorgano dalle macerie, lo specchio delle ossessioni portate alle estreme conseguenze, si sono ritagliati uno spazio importante nella letteratura di casa nostra: lo spazio interstiziale fra la volontà e l’angoscia.

Consiglio Dalle rovine a: Coloro che desiderano avventurarsi in un romanzo a metà tra Borges e Poe. A tutti quelli che vogliono sentirsi, almeno un po’, fantasmi tra le rovine.

Citazione: Quando Rivera uscì dal suo nascondiglio, noi eravamo pietrificati dalla paura e dalla stanchezza. Rivera invece non tremava. Sapevamo che sarebbe entrato nella foresta che divorava la casa e che qualcuno lo stava aspettando nel buio. Nessuno sa cosa successe dopo a Rivera, tranne noi.

 

 

 

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