Freeheld: Amore Giustizia Uguaglianza

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Data / Ora
Date(s) - 06/05/2016
9:30 pm - 11:30 pm

Luogo
Associazione don Nesi Corea

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Proiezione del film “FREEHELD: AMORE GIUSTIZIA UGUAGLIANZA”, nell’ambito della rassegna “Non arrenderti mai all’odio”, dedicata al tema delle libertà individuali, dei diritti umani e civili, e del principio di uguaglianza senza discriminazioni fondate sull’orientamento sessuale.

proiezione del film “FREEHELD: AMORE GIUSTIZIA UGUAGLIANZA”, nell’ambito della rassegna “Non arrenderti mai all’odio”, dedicata al tema delle libertà individuali, dei diritti umani e civili, e del principio di uguaglianza senza discriminazioni fondate sull'orientamento sessuale

proiezione del film “FREEHELD: AMORE GIUSTIZIA UGUAGLIANZA”, nell’ambito della rassegna “Non arrenderti mai all’odio”, dedicata al tema delle libertà individuali, dei diritti umani e civili, e del principio di uguaglianza senza discriminazioni fondate sull’orientamento sessuale

6 Maggio dalle 21,30 alle  23,30
Associazione Don Nesi Corea
Via La Pira 11
Livorno

Laurel Hester è un detective di polizia nello stato del New Jersey. A fianco del suo partner, Dane Wells, combatte il crimine, colleziona articoli delle sue indagini e sogna di diventare tenente. Riservata sulla sua vita sentimentale, Laurel vive la sua omosessualità lontana da casa e dal suo dipartimento. L’incontro con Stacie, una giovane donna che aggiusta motori e cambia le ruote in sette minuti e una manciata di secondi, la induce però a rivelarsi e a rivelare al mondo il suo orientamento sessuale. Laurel e Stacie comprano una casa, ‘adottano’ un cane, coltivano il giardino e si certificano ‘coppia di fatto’. Ma il loro amore è interrotto dalla malattia di Laurel, a cui viene diagnosticato un cancro ai polmoni. Laurel chiede che la sua pensione venga destinata alla sua compagna, per garantirne la casa e il futuro. La sua richiesta verrà respinta ma Laurel non rinuncerà a lottare per i suoi diritti.
Ispirato a una storia vera, Freeheld appartiene alla categoria meno immaginativa della fiction hollywoodiana. Quella di fattura didattica destinata a collezionare statuette per il soggetto edificante, la coscienza politica e l’impressionabile interpretazione dei suoi attori. Cancer movie e dramma civile sui diritti degli omosessuali, il film di Peter Sollett si inserisce tra Dallas Buyers Club e Milk, con cui condivide la rivolta di un individuo contro il sistema e dentro uno contesto burocratico. Nonostante la sobrietà della messa in scena, che lascia spazio alla prova delle due interpreti principali (Julianne Moore ed Ellen Page), Freeheld soffre una dimensione agiografica ed è affetto da una sorta di freddezza, di assenza di empatia, che desiste e rende le protagoniste poco coinvolgenti. Quando si racconta un’icona, come fu Laurel Hester, la prima donna americana a richiamare l’attenzione dell’opinione pubblica e a ottenere l’apertura sui diritti civili delle coppie di fatto, è necessario avere e praticare una resistenza fuori dal comune. Resistenza utile a non cedere a quella sorta di codice retorico elaborato da Hollywood sul tema. Dall’altra parte dello schermo ce ne vuole altrettanta per resistere alle emozioni e agli argomenti, per restare lucidi sul soggetto e sull’ammirazione che muove la sua eroina.
Il dramma di Sollett, proprio come quello di Gus Van Sant, mette in scena la liberazione di chi non solamente non ha più bisogno di nascondersi ma decide di prendersi un (sacrosanto) posto in prima fila. Ma se questo rinnovamento faceva grande l’attivista politico di Sean Penn e mostrava la presa di coscienza del suo carisma e l’apprendistato del gioco politico, la presenza di Julianne Moore, nonostante un’incandescenza che appartiene solo a lei e che abbaglia anche sotto il biondo che le impone il personaggio, non è sufficiente a compensare la valanga di convenzioni narrative che non prevedono zone d’ombra o di incertezza. Come Milk anche Laurel ignora a lungo il suo destino. Fino all’età di cinquant’anni l’omosessualità di Laurel è un affare privato che scoprirà soltanto attraverso la relazione con Stacie la dimensione pubblica, l’idealismo tenace, il fervore, la combattività, la possibilità di pensare una ‘riforma’ profonda di tutti i conservatorismi fomentati dalla paura. La parte sentimentale occupa una porzione congrua del film che poi cede il passo a una pubblica istruttoria, al ritratto della struttura ideologica dominante e alla lotta, affrontata con lo stile sciolto di Steve Carell e quello introverso di Michael Shannon.
Dramma sociale e politico sincero, Freeheld partecipa a un contesto globale di ripresa e di confidenza nell’America democratica e progressista contro l’opposizione al riconoscimento dei diritti degli omosessuali, senza procurare tuttavia la pienezza affettiva ed estetica di Milk, trovare la volontà politica di Sean Penn o segnalare una prestazione fuori norma come quella di Matthew McConaughey.

L’intera rassegna è curata dal Centro Studi Nonviolenza-Movimento nonviolento di Livorno.

Inizio film alle ore 21,30. Ingresso a offerta libera

 

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