Fuocoammare – Cinema all’Associazione Don Nesi Corea

Sto caricando la mappa ....

Data / Ora
Date(s) - 27/10/2017
9:00 pm - 11:30 pm

Luogo
Associazione don Nesi Corea

Categorie


Fuocoammare – Rassegna “Storie di migranti e di altri mondi”

Fuocoammare CliccaLivorno

Fuocoammare – 27/10/2017 dalle ore 21:00

Associazione Don Nesi/Corea

Via Giorgio La Pira, 11

57121 Livorno

Fuocoammare; Rosi racconta la vita e la morte a Lampedusa

Samuele, un ragazzino che ama tirare sassi con la fionda a caccia di uccelli. Gioca sulla terraferma di Lampedusa, intorno alla quale c’è il mare con le storie di vita ma soprattutto di morte di migliaia di persone che hanno abbandonato la loro terra in cerca di una salvezza dalle guerre, dalla fame, dalla morte. Gianfranco Rosi rompe gli schemi del pregiudizio raccontanto portando sotto i riflettori immagini scioccanti, testimonianze con la capacità di rimanere a lungo sul campo dove si dipanano le vicende dei migranti. Il suo film non è un ‘mordi e  fuggi perchè è rimasto per un anno a Lampedusa entrando così realmente nei ritmi di un microcosmo a cui voleva rendere una testimonianza assolutamente onesta.

Samuele è un ragazzino con l’apparente sicurezza, con le paure e il bisogno di capire e di conoscere che hanno altri ragazzini della sua età. Con lui e con la sua famiglia entriamo nella quotidianità delle vite di chi abita un luogo dovendo affrontare costantemente la condizione dell’emergenza. Con lo sguardo di Samuele e della sua famiglia, si apprende come l’Europa non sia capace di vedere il fenomeno della migrazione affrontandolo soltanto quando rappresenta una occasione per un potenziale tornaconto. Samuele non incontra mai i migranti. A farlo è invece il dottor Bartolo, unico medico di Lampedusa, costretto dalla propria professione a costatare i decessi ma capace di non trasformare tutto ciò, da decine d’anni, in una macabra routine, conservando intatto il senso di un’incancellabile partecipazione. Rosi non cerca mai il colpo basso, neppure quando ci mostra situazioni al limite. La sua camera inquadra vita e morte senza alcun compiacimento estetizzante ma con la consapevolezza che, come ricordava Thomas Merton, nessun uomo è un’isola e nessuna Isola, oggi, è come Lampedusa. L’occhio della videocamera pone sotto i riflettori Lampedusa, con la sua vita, la sua morte e le sue sopravvivenze, portate avanti da uomini, donne e bambini prima ancora che da dottori e professionisti.

Potrebbero interessarti anche...