Istituto “Giancarlo Vallauri” – Un supporto tecnico che arriva fino agli antipodi

I laboratori dell’Istituto Vallauri sono ora accreditati anche presso Singapore

Il 7 dicembre 2010 si è tenuta presso l’Istituto Vallauri una riunione che ha concluso le attività del Centro in supporto alla ditta ALTRAN, impegnata in attività di fornitura di sistemi navali alla Marina di Singapore.

L’incontro comune ha rappresentato l’occasione per Singapore di esprimere la piena soddisfazione per le validazioni tecniche che l’Istituto Vallauri ha redatto sui prodotti che lo stesso governo aveva in corso di acquisizione presso l’industria privata italiana.

La ditta ALTRAN, rappresentata nella riunione dall’ing. Cantini e dall’ing. Costa, stava infatti svolgendo il ruolo di consulente, per consentire il corretto svolgimento di una fornitura militare da parte di ditte italiane.

Proprio per garantire ai committenti di Singapore la piena rispondenza di quanto fornito alle rigorose specifiche tecniche emesse, l’ALTRAN aveva deciso di identificare un centro terzo di validazione, che non solo assicurasse competenza e capacità tecniche di prim’ordine, ma che potesse anche godere della piena fiducia da parte del cliente finale.

La Marina di Singapore ha così accettato di buon grado la proposta di scegliere l’Istituto Vallauri, istituto con cui aveva già realizzato, nel 2003, la validazione di impianti di artiglieria navali che stava acquistando da un produttore italiano di primario livello internazionale. In quell’occasione, la Marina asiatica non si era limitata ad accettare le dichiarazioni di conformità del produttore, ma aveva ricercato la ripetizione dei test, incaricando l’allora MARITELERADAR.

Le prestazioni raggiunte in quell’occasione dal centro di Livorno, che aveva esteso le prove di visibilità radar con innovativi rilievi di laboratorio “su onda piana”, aveva consentito il riconoscimento della qualità dei prodotti nazionali, collaborando così per la felice conclusione di un importante contratto di fornitura.

Con la nuova impresa condotta ora dall’ALTRAN, Singapore ha confermato l’estremo scrupolo nella scelta dei propri interlocutori: il sito di Livorno è stato prima esaminato, con la visita di una missione tecnica nel 2009, quindi è stato riconosciuto come adeguato per le prove. Il “collaudo finale” per la validazione del centro ha però visto la luce solo dopo un anno di verifiche, a fine novembre 2010. In tale occasione, una nuova missione organizzativa di Singapore, inviata ad hoc a Livorno, si è infatti presentata nel poligono MMI proponendo, a sorpresa, il “tema dell’esame finale”: una lente di Lueneberg ed un tetraedo sarebbero stati i campioni che l’Istituto Vallauri avrebbe dovuto misurare nelle successive 24 ore con la massima precisione possibile, perché veniva tollerato un solo decibel di scostamento dai valori teorici previsti.

Il personale tecnico dell’Istituto ha condotto le prove non senza trepidazione, anche per la difficoltà tecnica della verifica: i risultati finali, che si sono spinti ad una precisione dieci volte superiore a quanto attesa, hanno lasciato piacevolmente sorpreso il committente! Con il capitale di credibilità guadagnato, la verifica dei manufatti industriali è stata condotta speditamente, con piena soddisfazione di tutte le parti coinvolte.

Competenze maturate nell’Istituto

Ciò che consente all’Istituto Vallauri la conduzione di misure di alto livello tecnologico, con pochi concorrenti in Europa, è il continuo investimento nelle competenze del proprio personale. Tale investimento nella cultura professionale, rinnovato con lungimirante visione negli anni ’80, è stato poi sempre perseguito con caparbia decisione, nonostante le sempre più magre disponibilità di risorse umane.

Nelle ultime prove condotte per la Marina di Singapore, l’apparato più prezioso si è rivelato un particolare radar di misura, progettato e sviluppato presso lo stesso Istituto Vallauri. Si tratta di un radar impulsato di tipo “FMCWS” (Frequency Modulated Continuous Wave System), in grado di esaminare ampie bande di frequenze, da 6 a 18 GHz, nelle diverse polarizzazioni. Particolarmente interessante è il cuore digitale dell’apparato, un Network Vector Analyzer che, da solo, è costato 250.000 €. Altri sottosistemi di contorno, tra posizionatori, antenne e software sviluppato in loco e su commissione, hanno portato l’intero sistema ad un costo totale sui 500.000 €.

Pubblicato il 30/01/2017

Ideato e realizzato da: Fabio  NUTI

Ricerca iconografica e storica: Fabio NUTI, Roberto PALANDRI, Miranda CAVICCHI, Lucio MATTIUSSI, Giuseppe CELESTE

Ringraziamenti: Marco MASETTI, Francesco LA MACCHIA, Maurizio MAGALINI, Giancarlo MISURI, Vincenzo CARULLI

Archivio Storico dell’Istituto “Giancarlo Vallauri”

Archivio Storico della Accademia Navale

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