I consigli della Jam Letteraria: Norwegian Wood (Tokyo Blues)

Un nuovo appuntamento con i consigli della Jam Letteraria. In collaborazione con CliccaLivorno.it

Norwegian Wood – Haruki Murakami

Recensione di Lorenzo Cecere Palazzo

Norwegian WoodMurakami generò un’ondata di malcontento tra i ranghi dei suoi lettori puristi quando uscì Norwegian Wood nel 1987, in Italia edito inizialmente come Tokyo Blues. Il successo del libro fu straordinario, vendendo due milioni di copie. Murakami mentre scrive questo romanzo si trova in Europa, tra Grecia ed Italia. Si distacca da molti temi che avevano caratterizzato i suoi primi lavori, come ad esempio “Nel segno della pecora” e più in generale la cosiddetta “Trilogia del Ratto”. Vengono abbandonate le atmosfere oniriche e fiabesche, ma il romanziere non rinuncia assolutamente a temi per lui cari come quello del viaggio o della musica. Nonostante ciò non perde quel suo modo di descrivere ogni cosa, come se volesse imprimere una potenziale simbolico.

Murakami confessa il bisogno di scrivere questo romanzo d’amore, un romanzo sull’adolescenza, a lui molto caro ed in parte autobiografico nel momento in cui lo dedica ai suoi amici, a chi c’è ancora e chi no. Nonostante ciò Murakami non si tira indietro nel parlare di temi come il suicidio e dell’inadeguatezza che alcune persone percepiscono nei confronti della società, assumendo un aspetto vibrante e carico di emozioni, esplorando questo mondo con sottigliezza.
Le informazioni al contorno del romanzo sono state rivelate dallo stesso autore con un postscriptum, insolito per lui, ma che ha sentito la necessità di inserire dopo un’opera del genere.

Il protagonista, Watanabe, è seduto su un aereo appena atterrato ad Amburgo, e si ricorda di un fatto avvenuto molti anni prima, l’incontro con una ragazza: Naoko. Sta suonando una canzone nell’aria: Norwegian Wood dei Beatles.
Il flashback in prima persona ci porta ad avvenimenti universitari, senza una indicazione temporale precisa ma probabilmente durante il ’68 per i tumulti e la lotta studentesca e si protraggono fino al ’70. Watanabe si trasferisce in un collegio a Tokyo, non molto distante dall’università. Viene descritta al lettore la vita di tutti giorni, il suo misterioso e strambo compagno di stanza o l’amico del collegio Nagasawa.

Il centro focale della trama è Naoko, ragazza di Kizuki, il migliore amico di Watanabe. La loro normalità viene stravolta dal suicidio inaspettato di Kizuki all’età di 17 anni.
È proprio l’incontro di Watanabe e Naoko, a distanza di un anno dal suicidio di Kizuki, il fattore scatenante.
Toru Watanabe sarà vittima delle proprie insicurezze, assalito dai dubbi di aver sbagliato o del poter sbagliare nelle scelte di vita o d’amore, come il giovane Holden di J.D. Salinger. Diviso tra l’amore di Naoko e quello di Midori, lascerà che la vita scelga per lui.
Il romanzo ruota attorno a queste tematiche, al desiderio degli adolescenti di integrarsi con il mondo degli adulti senza snaturare il loro io e la scelta di molti amici di Watanabe (di Murakami stesso?) a togliersi la vita a causa di questa inadeguatezza.

Consiglio Norwegian Wood a: non solo a grandi e piccini, adolescenti o meno ma a chiunque si reputi di avere un certo grado di sensibilità ed empatia. Il romanzo è scritto in maniera squisita, si scivola sulle parole di Murakami e queste, tramite le vicende cariche di sentimenti, non possono che travolgere il lettore con tutta la loro forza.

Citazione: Avevo trentasette anni, ed ero seduto a bordo di un Boeing 747. Il gigantesco velivolo aveva cominciato la discesa attraverso densi strati di nubi piovose, e dopo poco sarebbe atterrato all’aeroporto di Amburgo. La fredda pioggia di novembre tingeva di scuro la terra trasformando tutta la scena, con i meccanici negli impermeabili, le bandiere issate sugli anonimi edifici dell’aeroporto e l’insegna pubblicitaria della Bmw, in un tetro paesaggio di scuola fiamminga. È proprio vero: sono di nuovo in Germania, pensai.

 

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