Jazz club d’inverno – “Carta Bianca a Andrea Pellegrini”

“Giovedì 27 ottobre, alle ore 21.30, al Museo di Storia Naturale del Mediterraneo di Livorno, via Roma, 234, primo appuntamento della Rassegna “Jazz club d’inverno – Carta Bianca a Andrea Pellegrini” a cura del Museo di Storia naturale del Mediterraneo e dell’Associazione Amici del Museo. Torna il Jazz al Museo dopo il successo di pubblico della serie estiva, nella formula Jazz club d’inverno con Open Bar e la possibilità di sorseggiare birra e drink ai tavoli. Il tutto allestito nella suggestiva Sala del Mare, tra la balenottera e la galleria dei cetacei.
Il concerto di apertura della rassegna sarà con l’Ainulindalë Ensemble che rappresenta una delle più interessanti realtà orchestrali jazzistiche europee, le cui pubblicazioni discografiche sono state recensite in mezzo mondo. L’Ensemble esegue un repertorio in parte ispirato ai lavori letterari di J.R.R. Tolkien”
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Info e Prenotazioni: musmed@provincia.livorno.it – 0568266711/34
Prenotazione obbligatoria. Biglietti per ogni concerto: posto unico 12 euro intero, 10 euro ridotto Amici MusMed. Per i partecipanti accesso libero, dalle ore 20.30, ai settori espositivi del Museo. Ufficio stampa Andrea Pellegrini: Maurizio Mini

prossimo appuntamento “Original Soundtrack for Charles & Mary” – 20 novembre

Ogni mese, da ottobre a febbraio, Andrea Pellegrini presenterà un progetto di jazz d’autore che lo vede protagonista: tre di questi comprendono esclusivamente sue composizioni (“Ainulindalë Ensemble”, 27 ottobre; “Progetto Macchiaioli”, 21 dicembre, e il “Progetto Modigliani”, con Tino Tracanna, 18 febbraio); uno lo vede pianista e direttore nel progetto di Bruno Tommaso “Original Soundtrack for Charles & Mary”, in programma il 20 novembre; un altro infine lo vede pianista e arrangiatore per l’ultimo progetto del suo Quartetto di Livorno ispirato a Piero Ciampi “Fino all’ultimo minuto”, con Tony Cattano, Nino Pellegrini, Michele Vannucci il 21 gennaio 2017 in collaborazione con Premio Ciampi 2016.

Il concerto di apertura della rassegna sarà con l’Ainulindalë Ensemble che rappresenta una delle più interessanti realtà orchestrali jazzistiche europee, le cui pubblicazioni discografiche sono state recensite in mezzo mondo. L’Ensemble esegue un repertorio in parte ispirato ai lavori letterari di J.R.R. Tolkien ed è costituito da musiche composte fra il 1993 e il ’99 riarrangiate oggi e comprendenti spunti impressionistici, etnici, romantici ai quali si accostano parti improvvisate aleatorie o prettamente jazzistiche, o lunghe parti scritte in stili diversi che raccontano il viaggio orbitale del jazz. Jazz come una specie di “Terra di Mezzo”, zona franca equidistante tra patrie diverse, in instancabile visita alle costellazioni musicali proprie di diversi luoghi e periodi storici.

Compongono l’Ainulindalë Ensemble, Lucia Neri e Stefano Agostini, flauti; Mirco Mariottini, clarinetti, Piero Bronzi, sax; Elisabetta Casapieri, violoncello; Andrea Pellegrini, pianoforte; Nino Pellegrini, contrabasso; Vladimiro Carboni, batteria. Musica di Andrea Pellegrini. Suono a cura di Spazi Sonori. L’Ensemble è composto in parte da musicisti di estrazione classica affermati come concertisti, professori d’orchestra e docenti (Lucia Neri, Elisabetta Casapieri; Stefano Agostini, già direttore dell’Istituto Superiore P.Mascagni), in parte da jazzisti noti a livello internazionale, leader a loro volta di propri progetti.

“Ainulindalë” in lingua elfica indica la musica “creatrice”: la “Musica degli Ainur”, che nella cosmogonia tolkieniana, costituì il principio creatore dell’universo. Tolkien indica il Verbo come una serie di variazioni improvvisate su tre temi dati da Ilùvatar, “Colui che è'”, agli Ainur, “rampolli del suo pensiero”. All’invidia di Melkor, che osò improvvisare una melodia eccentrica e vanitosa, costituendo quindi un elemento di contrasto, ponendosi come altra concausa della creazione, seguì la decisione di Ilùvatar di dare concretezza alle immaginazioni degli Ainur e di avviare così la vicenda terrena. In molte culture si indica la musica come motore della creazione: un “archè” sonoro viene riconosciuto da millenni come il primo segno del divenire. La radice sanscrita stessa della parola “archè” (“ark”) significa “canto”… Mai però si era sottolineato l’aspetto improvvisativo delle musiche creatrici.

La Suite Tolkieniana, una sequenza di 5 brani riuniti in un crescendo formale e dinamico, rappresenta il cuore del programma del concerto. In essa sono distinguibili le numerose influenze esercitate dalla storia personale del compositore sul suo stile: la scrittura classica e romantica, il free, il jazz più il be-bop ma anche lo swing, il tutto permeato dalla notevole cantabilita’ di molte linee melodiche, evidente anche nella composizione “Portovenere”, dedicata al figlio Francesco Pellegrini, entrata nel repertorio di molti jazzisti italiani e americani.

L’Ensemble Ainulindalë è nato nel 1993 dal Duo “Ainulindalë” piano-percussioni Andrea Pellegrini-Chico De Majo. Dirigendosi in seguito verso una sonorità orchestrale europea che esaltasse una ricerca contrappuntistica e timbrica e la coniugasse col linguaggio jazzistico sulla scia della Third Stream ma con un approccio personale legato alle esperienze familiari e professionali del leader, si è poi espanso fino a raggiungere la ragguardevole dimensione di 11 elementi per incidere nel 1999 il Cd “Ainiulindale” (acquistabile in rete in mp3, vedi sotto) e nel 2000 il cd “Middle Earth” aggiungendo all’ensemble il grande Paul McCandless (Ainulindale Ensemble di Andrea Pellegrini con Paul McCandless, Symphonia Bluesmiles – distr. Harmonia Mundi, 2000). “Eleven”, “undici”, sembra avere la stessa radice di “Elf”, “Elfo” (Elves al plurale). Gli elfi, secondo alcuni, usavano compiere le proprie scorribande notturne, invisibili agli umani, in gruppi di undici.

RECENSIONI

“…Al di là del risultato, che è pregevole, il disco si segnala per la particolarità dell’organico utilizzato… A proposito delle suggestioni diverse che improntano il disco di Pellegrini, nel disco troviamo una bella alternanza di vitalismo jazzistico e di atmosfere soffuse, spesso malinconiche, legate ad un melodismo di marca europea … ‘Round Midnight è l’unico brano del disco non firmato da A.Pellegrini ma il suo arrangiamento è estremamente rivelatore del suo approccio e della sua composita ricerca … Momenti molto fini ed avvincenti; non è poco e non succede tanto spesso neppure di fronte a dischi di nomi assai più noti ed altolocati, e ci pare che testimoni di un percorso molto personale e sentito”
Marcello Lorrai, “Audioscheda”, Radio Naz.le Svizzera Italiana

“…Ecco com’e’ la musica del tuo progetto: FAVOLOSA, fra Egberto Gismonti e il Duke Ellington della Far East Suite”. Stefano Bollani

“Quando ascolto la musica di un altro musicista … posso dire se sento la mia voce nella sua musica. Con Andrea è stato tutto molto chiaro e diretto, ho potuto “sentire” i miei strumenti -strumenti particolari- nella sua musica (lo stesso è successo con Eberhard Weber…). La sua musica ha una qualità “vocale” anche se è strumentale, ha una contabilità molto personale; è una cosa che funziona bene con i miei strumenti… Così abbiamo creato questo progetto… Una grande sfida perché il gruppo è grande, ed ogni sera abbiamo suonato in un posto diverso, poi c’è molta musica da leggere… abbiamo suonato bene, creato un bel contatto con il pubblico, dunque un progetto di successo…” (Paul McCandless).
Intervista di Patricia Barbetti in “Birdland”, Radio Naz.le Svizzera Italiana

“… I very much enjoyed your group at the Sant’Anna Arresi Jazz Festival. … I was most impressed by all the artists’ abilities to maintain a lovely melody line while plunging boldly into complex musical experimentation. Your music is very substantial, edgy and creative.”
Lucia Mauro, Giornalista, Chicago

“Mi e’ piaciuto molto il CD dell’ Ainulindale Ensemble, la musica e’ fresca e ispirata, e eseguita con intensita’. Mi pare che stai facendo un buon lavoro, “spingendo” molto su più fronti e riuscendo anche a essere un riferimento per i musicisti giovani delle tue parti.”
Mario Raja, Insegnante “Siena Jazz”, sassofonista, arrangiatore, direttore, Roma

“Molto interessante. Ben fatto. Un mix musicale e culturale direi ”giusto”, almeno secondo i miei punti di riferimento. Perfino il riferimento a Tolkien e la dedica al nostro vecchio compagno Honsinger sono sulla giusta lunghezza d’onda. Complimenti!”
Giampiero Bigazzi, produttore, Materiali Sonori

“La fusione tra l’oboista americano e il gruppo di Andrea Pellegrini avviene con grande sintonia, creando un’atmosfera magica e sognante, grazie alla particolarità e alla varietà degli strumenti impiegati e alle capacità improvvisative di ogni componente del gruppo. Il disco presenta composizioni originali di Pellegrini ed un’elegante rilettura quasi  in stile cameristico di Round Midnight arrangiata per flauti, oboe, violoncello e contrabbasso. La sensazione è quella di ondeggiare tra musica classica, con riferimento particolare all’impressionismo, e strutture più familiari al jazz tradizionale, usate come mezzo per comunicare qualcosa di nuovo (si veda per esempio l’uso della struttura blues di 12 battute come A dell’AABA in One for Tristan ). Portovenere, Miriam e il mare, The Children e la Suite Tolkeniana sono forse i pezzi più belli”
4 STELLE (Nicola Lancerotti-JAZZIT)

”…..ottimo lavoro!”
Stefano Zenni.

AMG EXPERT REVIEW: “For those who don’t yet know, pianist and composer Andrea Pellegrini is one of Italy’s brightest shining musical lights. His compositions have been performed by jazz orchestras the world over. He has also been commissioned by symphony orchestras to compose original works and he remains a pianist of the highest order. This set all inspired by the works of both J.R.R. Tolkein’s Lord of the Rings trilogy and the mythology of elves-hence an 11 piece band for the project-is his most ambitious project to date and walks through all musical worlds to arrive at a crossroads where 20th century vanguard European music meets the improvisation and swing of jazz and the dynamics of film and theater music. One cannot stress enough how adventurous this music is with its many legs planted in as many seas. In “One For Tristan”, a serialist theme gives way to a series of bop and post bop solos on piano, oboe (courtesy of Oregon architect Paul McCandless), flutes, strings, and tenor saxophone all as dissonant percussion falls around the band’s ears before it returns to its erstwhile origins and fades. On the “Suite Tolkeinana” a six-part work comprising the majority of the album, Pellegrini creates a series of orchestral colors, intricate solo and ensemble counterpoint and timbral adventures for each section and creates a series of cadenzas that are echoed in the thunderous crescendos that signify the end of each section until the finale “Chiara Stasera,” which is, in itself, a crescendo that restates all five themes in contrapuntal dynamic resulting in a conclusive, yet expansive overview of the entire work. To rate this recording on its performance is one thing, but it is far from the entire story, it deserves its considerable merit for not only the realization of such an ambitious project, but for making it so accessible, emotionally direct and impressionistically vivid. Gil Evans did a version of this kind of work, but his focus was deeply influenced by the history of jazz, as he perceived it. Pellegrini’ s view is universal and deeply Debussian in its aesthetic. In addition, the sound is first rate, crisp, but warm in all the right places. Extraordinary.”
Thom Jurek

L’ensemble Ainulindalë nasce nel 1993 da un’idea Andrea Pellegrini e Chico De Majo ma negli anni la” questione” e’cresciuta sia per numero di elementi- si e’ arrivati a 11 – ma anche per quanto concerne il progetto che è giunto al jazz più contaminato. Tutti gli elementi convivono e nulla ha preso il sopravvento…è un perfetto gioco delle parti”
Federico Borzelli, Musica di Repubblica

“Il tuo CD è davvero interessante. La cosa più bella della tua musica èla sua unicità. Inoltre, in certi brani mi pare di notare una certa predisposizione per scrivere cose che ‘suonano’ importanti…E’… forte”.
Pino Scuro, Radio SBS, Sydney.

SBS Special Broadcasting Service.

“…Il Jazz Ensemble Ainulindalë si è distinto con un jazz edulcorato da armonie impressionistiche e tardoromantiche, atmosfere sofisticate, alcune esperienze improvvisative aleatorie, mischiando culture mediterranee, nordeuropee e africane…”
Musica jazz

“…la felice scommessa del Jazz Ensemble Ainulindalë produce un sound ricco di spunti impressionistici, etnici e romantici che si accostano alle parti improvvisate di matrice europea…”
M.E., Gazzetta di Parma

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