Ma le onosci le poesie di Chionne ? Il poeta del Castellaccio (parte quarta)

Carlo Chionne, il poeta del Castellaccio, ci illumina con altre sue poesie originate da risposte in rima a domande riguardanti la sua vita.

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Qual è la domanda che ti assilla maggiormente, nell’epoca attuale? Quale, invece, ti porti dietro fin dal tuo lungo soggiorno egiziano?

Perch’ in un mondo così dinamico
quando un cristiano incontra un islamico
ciascuno resta della sua idea.
Uno va in chiesa l’altro in moschea.

A pregar finché la gola è secca
chi guarda Roma
e chi alla Mecca.

O non è meglio darci una mano
senza più chiese né Vaticano
o non son forse altrettante droghe
padoghe templi e sinagoghe.

Abbatter muri aprir finestre
la civiltà ormai è terrestre
vivere senza più distinzione
di lingua sesso e religione.

O non è forse la religione che ci separa e che ci pone
l’un contro l’altro senza mai tregua
in questa vita che si dilegua.

Che ci abbandona non ci appartiene
o non è meglio volerci bene?
Lottare uniti contro ogni male
o non è questo il più grande ideale.

E liberarci da ogni bisogno
o non è questo il più grande sogno.
O non è questo il vero Dio
a cui tu credi e credo anche io.

E quando natura i suoi attacchi sferra
batterci insieme su questa terra.
Perché di un mondo così diviso
potremmo farne un paradiso.

E, in attesa di questo superamento belluino e ancestrale, tu come passi i tuoi giorni al Castellaccio?

Io vivo una vita bizzarra
passo il tempo a suonar la chitarra
son poeta e parlo alle stelle
e mi ispiro alle cose più belle.
La mattina mi alzo con il sole
e vo’ in cerca di note e parole
e la sera a notte inoltrata
alla luna fo’ una serenata.

E così passo la vita cantando
e se avviene che di quando in quando
la mia gioia si muta nel pianto
ma è da lì che poi nasce il mio canto.

E nel canto ritrovo la gioia
essere sempre felici che noia
così vivo in questa alternanza
tra dolore gioia e speranza.

Ma oltre che al Castellaccio, tu passi molto tempo anche a Parigi. Ci vuoi dire qualche cosa di questa splendida città?

Parigi non mi ispira
a me non dice niente
con quell’aria che tira
con tutta quella gente.

E sì che ho viaggiato
ne ho visti dei paesi
in molti ci ho abitato
per anni e molti mesi.

Però di tutti quelli
qui nomi non ne faccio
per me uno dei più belli
rimane il Castellaccio.

Ma, quando ci sei, cosa fai al Castellaccio?

Io sono qui e aspetto
Alla solita fermata
Tutti gli altri mi hanno detto che non è ancora passata

Così osservo il paesaggio
mi distraggo guardo intorno
ma non so se il mio viaggio
sia di andata o di ritorno.

 

Continuate a seguirci mercoledi prossimo, per altre poesie del Chionne.

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