Ma le onosci le poesie di Chionne? Il poeta del Castellaccio (parte quinta)

Carlo Chionne, il poeta del Castellaccio, ci illumina con altre sue poesie, originate da risposte in rima a domande riguardanti la sua vita.

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Posso chiederti quanti anni hai?

Sono settant’anni che giro
intorno al sole
a volte in compagnia a volte solo
che vado avanti a forza di parole
che sono il carburante del mio volo
il mio decollo resterà un ricordo
ma ho tenuto la rotta con coraggio
adesso che sono cieco e quasi sordo
mi auguro un dolcissimo atterraggio.

Visto che prima parlavamo di età, cosa significa per te invecchiare?

Per me è come un ritorno nel passato
quando maldestro muovevo i primi passi
quando piangevo per essere ascoltato
e cominciavo a tirare i primi sassi

adesso i passi sono di nuovo incerti
il pianto ormai è un lamento vano
i giorni interminabili deserti
l’ultimo sasso mi è rimasto in mano


Tu che cosa aspetti e che cosa ti aspetti dalla vita, ora, quassù al Castellaccio?

Sopra questa collina
di colore smeraldo
qui seduto in panchina
dove al sole mi scaldo.

In me stesso
mi chiudo
aspettando la sera
e ogni tanto mi illudo

che tutto torni com’era
come un tempo lontano
quando andando per via
mi prendevi per mano

e una bella poesia
sussurravi al mio orecchio
ero ancora un bambino
ora sono qui vecchio.

Sotto l’ombra di un pino
di quei giorni felici
non mi resta più niente
un po di tamerici

un salice piangente
l’erba verde del prato
il ronzio degli insetti
un violino scordato

i tuoi vecchi merletti
una scaglia di mare laggiù in lontananza
tanta voglia d’amare
e nessuna speranza.

 

Continuate a seguirci mercoledì prossimo, per altre poesie di Chionne.

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