Ma le ‘onosci le poesie di Chionne? Il poeta del Castellaccio (parte seconda)

Carlo Chionne nasce a Roma nel 1943. Nato come lettore, viene colpito da una malattia agli occhi, ma il suo amore per la Letteratura lo spingerà a scrivere. A lui è dedicata questa rubrica e oggi come ogni mercoledì trovate alcune sue poesie.

Ma, allora, più che un poeta, tu, mi sembri un rimatore. È vero?

Avrei voluto nascere poeta,
scrivere versi scolpiti sulla pietra;
regalare parole di saggezza,
vivere il sogno di eterna giovinezza.
Invece sono un uomo del duemila,
insieme a tanta gente sto qui in fila;
con loro continuo la mia via,
alla ricerca di un po’ di poesia,
avrei voluto nascere scrittore,
scrivere il più bel romanzo,
e con esso far sognare tanta gente in uno stato di grazie permanente.
E invece sono un uomo del duemila e insieme a tanta gente sto qui in fila.
Continuo la mia strada non mi arrendo,
questo romanzo lo sto vivendo.
Avrei voluto nascere cantante,
cantar la libertà ad ogni istante;
librarmi in cielo come un aquilone,
come le note di una mia canzone,
e invece sono un uomo del duemila.

E insieme a tanta gente sto qui in fila.
E anche se alcuni se ne stanno già andando,
questa canzone io la sto cantando.
Avrei voluto nascere attore,
girare le più belle scene d’amore,
di guerra, di avventura e di rivolte,
e nascere e morire tante volte.
E invece sono un uomo del duemila,
insieme a tanta gente sto qui in fila.
Ma vivo la mia vita fino in fondo,
il mio palcoscenico è il mondo.
Avrei voluto nascere ciò che sono,
accogliere la vita come un dono;
e regalar lo sai perché per viverla,
ogni giorno insieme a te.
Perché io sono un uomo del duemila,
insieme a tanta gente sto qui in fila.
E se tu mi starai sempre vicino,
più facile sara’ questo cammino.

Ma insomma, che cosa è per te la rima e, soprattutto, da dove nasce?

La rima nasce spesso dal bisogno,
che qualche volta hanno le parole di ritrovarsi insieme,
almeno in sogno perché nella realtà vivono sole,
per fare questo occorre un sognatore,
che se le prenda per il verso giusto,
le tratti con dolcezza con amore,
di stare insieme ne trasmette il gusto.
Se ci riesce nasce un armonia,
che renderà la vita un po più lieta,
ma perché questa fosse una poesia,
bisognerebbe che io fossi poeta.

Che tu sia o non sia poeta, puoi dirmi cosa significa per te, scrivere una poesia?

Scrivere una poesia è come riaprirsi una vecchia ferita
mettersi nudi davanti alla vita
vestirsi di canti di sogni di voli
andare nel mondo
ed essere soli.

 Ma cos’è la poesia?

La poesia è un certo sentimento,
ti senti all’improvviso come preso da una strana allegria,
da uno sgomento che ti innalza e lì,
resti sospeso fluttui nell’aria fino a che non trovi,
dove poggiare i piedi e in quel momento.
Tutto quello che senti pensi o provi,
le affidi alle parole oppur al vento.
Ogni poesia non è che un tentativo,
che fai per sentire se sei ancora vivo,
Ogni poesia non è che il risultato,
di ciò che sei sarai e sei già stato.
Ogni poesia non è che il prodotto,
di qualche istante che ti ha sedotto,
lasciandoti dentro qualche cosa,
simile al profumo di certi petali di rosa.

Che sfoglierai così fino alla fine,
finché ti resteranno solo spine.

 

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