Valentina Restivo presenta i suoi “Visoni”

 

I visoni non sono altro che ritratti di personaggi della letteratura, del cinema, della fotografia, dell’arte e vengono oggi riproposti dall’artista Valentina Restivo.

 

 

Abbiamo avuto il piacere di avere, dopo una breve pausa, nuovamente con noi l’artista Valentina Restivo.
Ecco come Valentina Restivo descrive le sue opere di ritratto, da lei definite “Visoni“. 

I Visoni non sono altro che ritratti di personaggi della letteratura, del cinema, della fotografia, dell’arte, realizzati tutti con stessa tecnica e formato (70×100 cm, pastello acrilico e smalto su carta). I primi tentativi risalgono al 2014 e si possono vedere che fanno da scenografia al video realizzato con Marco BruciatiConosco il tuo segreto” de La Malareputazione.

Un evento ben preciso ha fatto sì che approfondissi questa tecnica. La mostra personale all’interno della Biblioteca Labronica F.D. Guerrazzi nel maggio 2015, dal titolo “Parler seul et rire a mes reves”. Venti ritratti di scrittori, le cui parole hanno avuto un’importanza decisiva nel mio immaginario. La necessità è la medesima: dare un volto a chi ha scritto quelle parole. La mostra nella biblioteca resta l’esperienza più bella vissuta in questa città. Avere tutto un piano di un luogo che adoro, causa un viscerale amore per i libri, e realizzare un gruppo di autori che ho letto e “ascoltato” (poiché esiste una sorta di dialogo silenzioso coi personaggi celebri che ritraggo), con la voglia di omaggiarli e far conoscere al pubblico le loro facce.

Dopo la mostra, l’esigenza di rappresentare altre facce con la stessa modalità è continuata, toccando altre arti che sono fonte d’ispirazione. Ne è sorta fuori una grossa produzione che non posso dire con certezza che sia conclusa, poiché sono molte le figure che mi fanno continuare a credere nei sogni e nell’amore del fare.

L’ultima loro esposizione al pubblico è stata sabato 23, quando alcuni visoni sono stati esposti nel corridoio della Canaviglia, in Fortezza Vecchia, per l’evento Nostri i corpi nostre le città. Evento che racchiudeva in sé stimoli dai campi della musica, del teatro e delle arti visive.​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​

 

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