Rapsody in music and painting

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Data / Ora
Date(s) - 29/06/2018
6:00 pm - 8:00 pm

Luogo
Show room Barbieri

Categorie


Rapsody in music and painting Umberto Falchini e Guido Boschi

Rapsody in music CliccaLivorno

Venerdì 29/06/ 2018 ore 18
Show room Barbieri
Via dei Fabbri n.10 –
Livorno
info 334 9018705

 

Quando parliamo di contaminazioni tra linguaggi artistici, non dobbiamo mai dimenticare l’esperienza di due artisti livornesi, che hanno creato un’originale quanto ardita performance: Rapsody in music and painting. Si tratta di Umberto Falchini e di Giulio Boschi, rispettivamente pittore figurale d’avanguardia e contrabbassista. Ormai da anni si cimentano in questa creazione estemporanea, che unisce la pittura alla musica. L’affinità della loro concezione espressiva, è tale che rende il loro spettacolo, non solo sempre nuovo, ma completamente inventato nel momento. Infatti il pittore ha davanti, sulla scena, una tela completamente vuota, e aspetta l’attacco del contrabbassista che crea una composizione nel momento, con le caratteristiche della rapsodia, su temi da lui composti che rappresentano una traccia su cui costruire il brano con parti e sviluppi interamente improvvisati. Il contrabbasso, nella insolita veste di solista, si ispira qui a vari generi musicali, sviluppando una traccia tematica dal titolo “Improvisation des couleurs”, con improvvisazioni che portano al limite dell’incredibile le possibilità timbriche ed espressive dello strumento. La musica rappresenta l’humus emotivo dal quale scaturiranno le idee rappresentative del pittore Falchini. L’ultima pennellata sarà in perfetto sincrono con l’ultima nota. Vedere la nascita di un quadro dalle grandi dimensioni e ascoltare le toccanti note del contrabbasso sono un momento di alta poesia, pittorica e musicale da non perdere.

 

GIULIO BOSCHI CURRICULUM

 

Musicista, compositore, improvvisatore, jazzista, pianista, contrabbassista livornese (Livorno 1989) allievo di Buster Williams. Nel 2008 pubblica il CD Note Amiche e viene denominato dal critico musicale Afo Sartori “Poeta del jazz”, poi si è laureato brillantemente in contrabbasso Jazz, presso il Conservatorio Paganini di Genova. Attualmente suona in teatri e occasioni dedicate al jazz, sia standard jazz che musica propria. Trasmettendo alle esecuzioni la sua peculiare concezione, esclude qualsiasi finalità non attinente alla pura ricerca artistica. Questa attinge ai vari generi musicali ed ai linguaggi letterari e figurativi ritenendoli un’emanazione inscindibile dell’arte. Suona con il JbJ trio (Max Fantolini pianoforte e Sergio Consani batteria), con il Triple sec (Claudio Laucci pianoforte, Mattia Donati voce e chitarra), e con il gruppo Rasenna Jazz messengers (varie formazioni), e realizza la musica di performance poetiche (Poesie in jazz senza guinzaglio e senza padrone – testi poetici di Mussi, regia Antonella Cenci) e artistiche (Rapsody in music and painting con il pittore M.o Umberto Falchini). Dal 2017 è responsabile artistico di Rasenna music live un festival dedicato alla musica contemporanea del vivo, che si sta estendendo nel territorio (a Livorno ha partecipato il Buster William’s quartet) e ha collaborato con il Goethe Institut- Livorno Icit- Livorno.

 

Ha partecipato ad iniziative accademico-culturali di livello internazionale, come contrabbassista, compositore ed arrangiatore. A Tuscia in jazz, nel 2007 riceve tre nomination come miglior contrabbassista al concorso Jimmy Woode a Soriano del Cimino (VT); esegue musica propria in varie occasioni : Livorno, Giornata della Poesia 2013, Poesie in Jazz senza guinzaglio e senza padroni, Giornata internazionale del jazz dell’Unesco
2013-15-16-17-18- e a numerose performance coinvolgenti
poesia e letteratura : Poesie un po’ per ridere, Un caso clinico, Dall’homo sapiens all’homo facebook e A Livorno c’è sempre vento, dedicata a Piero Ciampi, Il piccolo principe; a Genova partecipa al XIX Incontro internazionale dei conservatori del Mediterraneo”.

Giulio Boschi

 

 

 

 

UMBERTO FALCHINI CURRICULUM

Umberto Falchini è nato a Livorno nel 1953, ha frequentato l’Accademia delle Belle Arti di Firenze ed ha viaggiato per studio in varie città europee. Da alcuni anni vive a lavora a Rosignano Solvay, sulla costa labronica e a Firenze. Guardando l’opera del Maestro Umberto Falchini, si nota il segno, il colore che si trasformano da materia prima in arte, con un tratto che scaturisce dal pensiero libero dell’artista, trasfuso in emozioni. I dipinti di Falchini rappresentano una scoperta oltre che un’emozione: le linee e i colori suadenti delle sue opere coinvolgono totalmente lo spettatore. Falchini definisce il suo stile pittura figurale: “(…) il risultato finale è ottenuto mediante una pittura che usa elementi catturati da una lunga osservazione delle forme naturali e originali. Queste forme possono essere di derivazione figurativa al primo sguardo, ma appaiono sottoposte a una rielaborazione in modo da assumere personaggi multipli e nuovi, diventando così originali nel processo di ricostruzione. (…)” È così che si formano una serie di temi. Nel 1983, esce alla Galleria Elefante di Livorno la sua prima mostra personale, con il tema dei “Sedianti”, presentata dal prof. Michele Feo medioevalista e studioso del Petrarca a livello internazionale.

 

Inoltre concepisce serie pittoriche quali le Stanze, le Stanze Geologiche, la Figura nel Giallo, Il Viaggiatore. Nel 2000 aderisce ad “Arte Sentimentale”, con gli artisti Amedeo Lanci, Giuliano Scarpante, Gunther Wolf e Guido Del Fungo – movimento pittorico che viene presentato a Firenze in Palazzo Vecchio, sala Lorenzo, dal giornalista Alberto Severi e dal prof. Tommaso Paloscia – esponendo in tutte le mostre dove il movimento sarà presente con le proprie opere. Poi è la volta della Balena Rossa fino a raggiungere il tema attuale I Filosofi concepito per la prima volta nel 2001, ed uscito in Cina nello stesso anno. Queste figure emblematiche scendono dal cielo, “(…) distribuiscono libri durante sia giorni soleggiati che notti stellate, volando sopra città, periferie, fabbriche e paesaggi di campagna.” Nel giugno 2009, nelle sale delle Scuderie del Museo Ermitage di San Pietroburgo, è presente con un dipinto alla grande mostra, dedicata in questa sede all’arte Italiana del XX secolo, nella collezione Carlo Pepi. Le tele di Falchini, suggestionano per l’evocazione e la personale inventiva anticipatrice dei tempi. Ne è un esempio la recente opera dedicata alla pace, dal titolo La vittoria dell’arancione, a Castello Pasquini, a chiusura di un momento artistico che già aveva visto esporre gli scultori Mimmo Di Cesare e Ivano Vitali. L’accostamento della pittura alla musica è naturale, sia per i soggetti che per il senso del ritmo e del movimento, che richiamano entrambi la musica.

 

 

 

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